La Legge di Stabilità 2016 sul lavoro

Di seguito Vi proponiamo una breve sintesi tabellare delle novità concernenti l’occupazione e la previdenza della Legge di Stabilità 2016 sul lavoro.

Novità Descrizione
Aumento della “no tax area” per i pensionati (commi 290-291) I pensionati vedono anticiparsi di un anno – e quindi dal 1° gennaio 2016 e non più dal 1° gennaio 2017 – l’aumento della “no tax area”. Il DDL Stabilità 2016, in particolare, prevede un leggero aumento delle suddette soglie di reddito, che passano:

  • dagli attuali 7.750 euro a 8.000 euro, per i pensionati con età anagrafica superiore ai 75 anni;
  • dagli attuali 7.500 euro a 7.750 euro, per i pensionati con età anagrafica inferiore ai 75 anni.
Sgravio contributivo mini (commi 178-181) Si riduce da 8.060 euro annui a 3.250 euro lo sgravio contributivo annuo dei datori di lavoro che intendono assumere dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 con contratto a tempo indeterminato.

La durata sarà di 24 mesi, anziché 36 mesi, come originariamente previsto dall’art. 1, co. 118 e ss. della L. n. 190/2015.

Opzione donna (comma 281) Per quanto riguarda la c.d. “opzione donna”, ossia la possibilità per le lavoratrici di pensionarsi a 57 o 58 anni e 3 mesi (se dipendenti o autonome) col ricalcolo dell’assegno con il sistema contributivo invece di quello misto, il Governo ha deciso di affidarsi a un monitoraggio che ha il compito di monitorare se esistono i margini per un eventuale allungamento di tale opzione. Il prossimo 30 settembre si verificherà il tiraggio di questa misura di anticipo pensionistico e in caso di risparmi si potrà scegliere di allungarlo.
Part-time agevolato (comma 284) Interessante misura, seppur sperimentale (triennio “2016-2018”), è prevista per i lavoratori più anziani che intendono ridurre volontariamente l’attività lavorativa. In pratica, si consente una riduzione di orari tra il 40 e il 60% a chi matura il requisito anagrafico per la vecchiaia a fine 2018 (66 anni e 7 mesi per i lavoratori dipendenti maschi, per le lavoratrici del settore privato 65 anni e 7 mesi per il biennio 2016-2017 e 66 anni e 7 mesi per il 2018).

I lavoratori dipendenti del settore privato, assunti a tempo indeterminato, potranno usufruirne esclusivamente se in possesso del requisito minimo di contributi previsto per il diritto alla pensione di vecchiaia.

 

Chi decidesse di optare per il part time agevolato, riceverà sia un bonus in busta paga – esentasse – pari al 33% della retribuzione non erogata in virtù del ridotto orario di lavoro sia la copertura con contributi figurativi della quota di orario di lavoro non lavorata. La decisione di ridurre l’attività lavorativa va decisa in accordo con il datore di lavoro. Il part-time agevolato ha una durata che va dal giorno dell’opzione al giorno del compleanno dell’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia, data a cui corrisponderà la cessazione del rapporto di lavoro.

Se lo strumento avrà successo il Governo lo rifinanzierà.

Pensione anticipata senza sanzioni Viene cancellata, anche per i pensionamenti pregressi, la norma ai suoi tempi introdotta dalla Riforma Fornero che prevedeva una penalizzazione per chi è andato in pensione anticipata prima dei 62 anni (1% per ognuno dei primi due anni e 2% per ogni ulteriore anno) nel triennio “2012-2014”.

La riduzione, prevista dal Decreto Legge 201/2011, era già stata eliminata per il 2015, ma non per i pensionamenti pregressi.

Premi di produttività (commi 182, 184-191) Dopo lo stop dello scorso anno, viene introdotta una disciplina tributaria specifica per la promozione del welfare aziendale e l’incentivazione della contrattazione collettiva decentrata, consistente nell’applicazione, per i soggetti con reddito da lavoro dipendente fino a 50.000 euro, di una imposta sostitutiva dell’IRPEF pari al 10% entro il limite di importo complessivo di 2.000 euro lordi, in relazione alle somme e ai benefit corrisposti per incrementi di produttività o sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa.
Settima salvaguardia (commi 263, 265-273) In materia previdenziale, la Legge di Stabilità contiene disposizioni volte alla realizzazione di un ulteriore intervento (il settimo) in favore dei soggetti salvaguardati, garantendo l'accesso al trattamento previdenziale con i vecchi requisiti ad un massimo di ulteriori 26.300 soggetti, sia individuando nuove categorie di soggetti beneficiari, sia incrementando i contingenti di categorie già oggetto di precedenti salvaguardie, attraverso il prolungamento del termine (da 36 a 60 mesi successivi all'entrata in vigore della riforma pensionistica) entro il quale i soggetti devono maturare i vecchi requisiti. Per effetto di tali disposizioni il limite massimo numerico di soggetti salvaguardati viene stabilito a 172.466.
Proroga della DIS-COLL (comma 310) Tra le ultimissime novità troviamo anche la proroga per il 2016 della DIS-COLL (il meccanismo di disoccupazione per i collaboratori); a tal fine, verranno stanziati 54 milioni di euro per il 2016 e 24 milioni di euro per il 2017. Ricordiamo che il nuovo ammortizzatore sociale, disciplinato dall’art. 15 del D.Lgs. n. 22/2015, è stato introdotto dal 1° maggio 2015 solo in via sperimentale solo fino al 31 dicembre 2015. Esso è rivolto ai rapporti di co.co.co. e co.co.pro. – che sono stati aboliti dal 25 giugno 2015, ad esclusione di quelli in essere fino alla loro naturale scadenza – iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, non pensionati e privi di partita IVA. Restano esclusi, invece, gli amministratori e i sindaci.
Ammortizzatori sociali in deroga (commi 304 e 307). Viene disposto il rifinanziamento di 250 milioni di euro (per l'anno 2016), degli ammortizzatori sociali in deroga (di cui 18 milioni per il settore della pesca).
Riscatto degli anni di laurea (commi 298 e 303) Si introduce la possibilità di cumulare il riscatto degli anni di laurea con il riscatto del periodo di maternità facoltativa fuori dal rapporto di lavoro e si provvede alla rivalutazione degli indennizzi per il danno biologico.
Congedo di paternità (comma 205) Viene prorogata al 2016 la nuova disciplina del congedo di paternità, elevando da uno a due giorni quello obbligatorio.
Blocco aliquota contributiva GS INPS

(commi 203 e 204).

Relativamente al lavoro autonomo, viene confermata al 27%, anche per il 2016, l'aliquota contributiva per gli iscritti alla Gestione Separata e viene prevista la costituzione di un apposito Fondo per la tutela del lavoro autonomo.
Turnover nel pubblico impiego (commi 227-228 e commi 466-467, 469-470) Con riferimento al pubblico impiego, vengono previste più stringenti limitazioni al turn over nelle pubbliche amministrazioni (che, nel triennio 2016-2018, potranno procedere ad assunzioni di personale nel limite di una spesa pari al 25%) e viene disposto uno stanziamento di 300 milioni di euro per i rinnovi contrattuali del personale delle pubbliche amministrazioni (commi 466-467, 469-470). Per le ulteriori misure in materia di lavoro pubblico si rinvia al paragrafo "pubblico impiego e amministrazioni pubbliche".
Rivalutazione degli assegni pensionistici (comma 287) Si esclude che l'andamento negativo dell'inflazione incida sulla rivalutazione degli assegni pensionistici.
Perequazione automatica dei trattamenti pensionistici (comma 286) Ai fini del concorso alla copertura finanziaria degli oneri derivanti dalle disposizioni su "opzione donna" (comma 281) e "no tax area pensionati" (commi 290-291), la disciplina transitoria in materia di perequazione automatica dei trattamenti pensionistici, già posta per gli anni 2014-2016 e diversa da quella generale, viene estesa agli anni 2017 e 2018.

La Legge di Stabilità 2016 sul lavoro